Come fare diagnosi di un difetto osseo parodontale

Ogni giorno ci troviamo a dover trattare pazienti affetti da parodontite e a curare gli esiti che questa patologia lascia su di essi. Per definizione la parodontite è una malattia distruttiva che rimaneggia l’osso alveolare esitando in modificazioni anatomiche aberranti chiamate difetti ossei.
Queste modifiche vanno spesso corrette chirurgicamente e la tipologia di intervento è fortemente influenzata dall’anatomia del difetto osseo che ci apprestiamo a trattare.
Le due grandi categorie di difetti ossei che ogni giorno trattiamo sono:

Come possiamo renderci conto dell’anatomia del difetto prima dell’intervento chirurgico? Abbiamo necessità di utilizzare ausili radiografici (Rx endorale, OPT, CBCT)? Vediamolo insieme:
La radiografia endorale, essendo un esame bidimensionale, può mascherare la presenza di difetti ossei oppure minimizzarne l’entità a causa della sovrapposizione delle corticali ossee vestibolare e orale.
La radiografia OPT produce fenomeni di distorsione e sovrapposizione, e anch’essi possono mascherare la presenza di difetti ossei.
La CBCT è un esame sensibile e specifico per mostrarci l’anatomia dell’osso alveolare ma è un esame invasivo biologicamente ed economicamente.
La risposta, per quanto semplicistico possa sembrare nel 2018 in cui una CBCT non si nega a nessuno, è che basta un solo strumento, datato e molto economico per fare diagnosi di difetto osseo parodontale: la sonda parodontale.
Non esiste strumento più preciso di questo per diagnosticare preoperatoriamente la forma di qualunque difetto osseo parodontale.
Tramite questo prezioso strumento possiamo effettuare una procedura chiamata “Bone Sounding”. Essa consiste nell’applicazione di una forza elevata sulla sonda parodontale, da effettuare sotto anestesia, per andare a scalzare l’attacco epitelio-connettivale dal dente e andare a sondare direttamente la cresta ossea. In questo modo noi saremo sempre a conoscenza della morfologia ossea circonferenzialmente ai denti oggetto del nostro esame e, di conseguenza, anche della forma di qualunque difetto osseo che vogliamo analizzare durante il planning chirurgico.
Vediamo un esempio di difetto infraosseo:

Sull’elemento 4.2 mesiale il sondaggio osseo è 2 mm mentre sull’elemento 4.2 distale è 6 mm. Questo significa che la cresta ossea sull’elemento 4.2 mesiale è coronale a quella dell’elemento 4.1 distale, facendoci così porre diagnosi di difetto infraossei

Immagine intrachirurgica in cui si conferma la diagnosi di difetto infraosseo

Vediamo ora un esempio per quanto riguarda la diagnosi di difetto sopraosseo:

Il sondaggio osseo sull’aspetto distale del 2.5 è 5 mm mentre è di 4 mm sull’aspetto mesiale del 2.6. Una differenza così piccola ci lascia pensare di trovarci di fronte a una cresta ossea piatta senza dislivelli tra i due elementi dentari


Immagine intrachirurgica. Viene confermata la diagnosi di difetto sopraosseo tra 2.5 e 2.6, in foto ancora parzialmente ricoperto da tessuto di granulazione. Notare il profondo difetto infraosseo a carico di 2.6 distale.

Per concludere, la diagnosi di difetto osseo parodontale si effettua utilizzando la sonda parodontale posizionandola a diretto contatto con l’osso. In questo modo si può tracciare l’anatomia del difetto in maniera precisa e tridimensionalmente a su tutti gli elementi dentari
BUONA DIAGNOSI!

 

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