RUOLO DELL’IGIENISTA DENTALE NELL’INTERCETTARE LE PROBLEMATICHE DEI PAZIENTI CON RIABILITAZIONI FULL ARCH FISSE SU IMPIANTI

Molti anni fa all’inizio della mia “carriera”, mi imbattei in un odontoiatra che mi rimandava il paziente ogni 15 gg perché pensava che, anche la presenza infinitesimale di placca, potesse creare la perimplatite, e la conseguente perdita dell’impianto.

Il risultato era stress per me e stress per il paziente; spesso i pazienti sceglievano di cambiare studio, cosi come poi feci io, ma il punto oggi è:  l’accumulo di placca crea sempre la perimplantite?

Secondo una revisione sistematica della letteratura del 2014, non esiste un consenso unanime in merito all’eziologia della perimplantite

Int J Prosthodont. 2014 Jan-Feb;27(1):15-25. doi: 10.11607/ijp.3785. Peri-implantitis: a systematic review of recently published papers. Pesce P, Menini M, Tealdo T, Bevilacqua M, Pera F, Pera P.

Relazionandomi quotidianamente con portatori di protesi full arch mascellari e mandibolari, riabilitazioni fisse che mettono alla prova le abilità mie e del paziente nel mantenimento igienico, mi rendo conto che si parla spesso dei problemi a carico dei tessuti duri e molli che circondano l’impianto, sottovalutando l’aspetto legato alla protesi stessa.

Concentrandoci sulle riabilitazioni full arch, fisse su impianti, come All On Four/Toronto Bridge mi chiedo dunque:

se un paziente ha perimplantite è sempre colpa dell’igienista dentale?

Analizziamo i diversi altri aspetti:

  1. PROBLEMI DI NATURA PROTESICA

I PROFILI PROTESICI

Le protesi sono realizzate con una sottostruttura metallica fusa che collega tra loro gli impianti, spesso con estensioni distali, ricoperta da resina, composito e denti prefabbricati.

La conoscenza dei profili protesici è assolutamente necessaria per effettuare una corretta igiene professionale, perché non è possibile vederlo una volta che la protesi viene posizionata; è consigliabile fotografare ed inserire nella cartella del paziente la parte che appoggia sulla gengiva, per individuare quali sono le depressioni, le nicchie ritentive, dove l’accumulo batterico è maggiore e quindi poterlo successivamente eliminare durante le sedute di richiamo.

COMPRESSIONE DEL PONTE FULL-ARCH SULLA GENGIVA

L’igienista dentale che tratta una gengivite dev’essere a conoscenza che potrebbe essere determinata da una modellazione troppo compressiva del ponte sulla gengiva e non da batteri.

Se il paziente lamenta pulsazione della gengiva quando si stende o presenta edema in assenza di placca, sarà necessario procedere a scaricare la protesi, dopo aver individuato i punti di eccessiva compressione attraverso una pasta rivelatrice di pressione.

Tealdo T. Bevilacqua M. Pera P.- Columbus Bridge Protocol. Riabilitazione implantoprotesica fissa del mascellare del paziente edentulo con funzione immediata.- Quintessenza Edizioni SRL

ERRATA REALIZZAZIONE DEL FRAMEWORK PROTESICO NEL FULL ARCH TREATMENT

La conoscenza del tipo di materiale con cui e’ stata realizzata la superficie masticatoria della protesi fissa su impianti, deve essere  un parametro ben conosciuto  dall’igienista dentale sia per la gestione dello stesso durante il follow/up ma anche per poter intuire, interpretare e spiegare riassorbimenti ossei progressivi non dovuti alla placca batterica ma al non rispetto del fenomeno shock absorption nella realizzazione del framework.

Abbiamo riscontrato maggiori riassorbimenti ossei periimplantari in presenza di arcate in ceramica in quanto questo materiale non permette di modulare il carico masticatorio in modo elastico come le resine acriliche, materiale di prima scelta nelle ricostruzioni implantari full arch.

Uno studio infatti ha dimostrato che la resina acrilica ha avuto la miglior performance nel ridurre gli stress occlusali e quindi ridurre drasticamente il sovraccarico osseo.

Int J Prosthodont. 2013 Nov-Dec;26(6):549-56. doi: 10.11607/ijp.3241. Shock absorption capacity of restorative materials for dental implant prostheses: an in vitro study. Menini M, Conserva E, Tealdo T, Bevilacqua M, Pera F, Signori A, Pera P.

  2)  PROBLEMI DI NATURA CHIRURGICA

Gli errori più comuni che determinando un difficile mantenimento igienico da parte del  paziente riabilitato con impianti endossei sono:

  • Impianti posizionati in maniera troppo ravvicinata con conseguente impossibilità di avere un buon network vascolare
  • Posizione troppo vestibolare o troppo palatale con conseguente esposizione delle spire e contaminazione batterica
  • Eccessivo numero di impianti

Il paziente, anche se correttamente istruito, con i relativi sussidi interdentali, con le più moderne tecniche di mantenimento domiciliare, non riuscirà ad avere uno stato di salute soddisfacente; questo comporterà ricorrente mucositi, infiammazioni, dolore, alitosi e senso si fastidio generale.

L’igienista dentale che riconosce possibili punti di criticità nell’esecuzione della progettazione e realizzazione della riabilitazione implantare, dovrà rivolgersi all’implantologo, il quale cercherà la soluzione più idonea e minimamente invasiva per risolvere lo stato di disagio del paziente.

Se questi segnali non vengono intercettati in maniera precoce, il paziente andrà incontro ad una progressiva perdita di osso marginale con assottigliamento delle creste ossee per terminare con la perdita dell’impianto e quindi il fallimento.

 

Schrott AR, Jimenez M, Hwang JW, Fiorellini J, Weber HP; Five- year evaluation of the influence of keratinized mucosa on peri-im- plant soft-tissue health and stability around implants supporting full-arch mandibular fixed prostheses. Clin Oral Implants Res. 2009 Oct;20(10):1170-7. Epub 2009 Aug 30.

Esposito M, Grusovin MG, Worthington Hv Interventions for replacing missing teeth: treatment of perimplantitis. (Revisione) The Cochrane Library 2012, Issue 1. Niklaus P. Lang & Tord Berglundh, On Behalf of Working Group 4 of the Seventh European Workshop on Periodontology J Clin Periodontol 2011; 38 (Suppl. 11): 178–181.

 Riprendendo la domanda posta prima posso rispondere:

L’igienista dentale, chirurgo  e odontotecnico devono collaborare per contribuire a costruire e mantenere un buon lavoro per il paziente, e l’igienista dentale, ad oggi, dove le tecniche full arch fisse su impianti si diffondono sempre più, deve imparare a relazionarsi al meglio con questi manufatti e a saper interagire con il chirurgo e l’odontotecnico, sapere interpretare i fastidi del paziente ed intercettare le problematiche prima che portino a conseguenza più gravi per i  paziente.

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