Stai usando gli strumenti corretti per la diagnosi di carie? Un utile ripasso per passare dal 30 al 97% di efficacia.

Le lesioni cariose sono le patologie che noi odontoiatri affrontiamo più frequentemente. Una giusta diagnosi ci permette di impostare un’adeguato piano di trattamento ed eseguire terapie corrette.
Quali sono gli strumenti indispensabili per raggiungere questo obbiettivo e dare al nostro paziente il migliore trattamento possibile? Seguiamo le linee guida dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa. ( “Una mattinata con l’AIC – Accademia Italiana Conservativa“)

Esame clinico:

Ci permette di valutare alterazioni ottiche e strutturali della superficie del dente. E’ il primo fondamentale approccio che ci permette anche di individuare lesioni cariose ancora in una fase di non cavitazione e, se necessario, attuare protocolli di prevenzione o trattamenti minimamente invasivi.
Come eseguire un corretto esame clinico?
Sicuramente è consigliabile utilizzare sistemi ingrandenti e un’adeguata illuminazione. E’ essenziale detergere prima le superfici dei denti con uno spazzolino da profilassi o con un air-spray di glicina; asciugare poi accuratamente e con una sonda cariologica effettuare dei movimenti in senso tangenziale senza mai forzare sulla superficie dei denti.

Esame radiologico:

E’ complementare all’ esame clinico. Infatti quest’ultimo da solo è insufficiente a rilevare lesioni cariose nelle zone interprossimali. In uno studio di Weems quando è stato chiesto ad alcuni colleghi di stilare un piano di trattamento con il solo esame clinico e poi con l’ausilio dell’esame radiografico, nell’80% dei casi questo è stato cambiato per un aumento del 40% della rilevazione di lesioni cariose.
Una radiografia ben eseguita ci permette una valutazione molto dettagliata sia dei denti che delle strutture ossee. L’esame ortopantomografico (OPT) NON può essere in alcun modo considerato utile per la diagnosi di carie.
Le radiografie da eseguire sono le endorali bitewing o periapicali.
E’ necessario eseguire due bitewing per lato per avere informazioni complete su tutti gli spazi interprossimali da distale al settimo a distale al canino in entrambe le arcate.
In questa maniera avremo avremo la massima efficienza nel rilevare le lesioni cariose interprossimali, come dimostra uno studio di Hopcraft (Hopcraft M S, Morgan M. V. comparision of radiographic and clinical diagnosis of approximal and occlusal dental caries in a young adult population community Dent Oral Epidemiol 2005; 33: 212-8) che dimostra che l’esame clinico è in grado di rilevare solo approssimativamente il 30% delle lesioni cariose interprossimali, mentre l’esame radiografico ha un’efficacia che arriva al 97%.

Fonte: Progetto hAICarie ( Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa

 

Esame clinico e radiografico iniziale.

Fasi del trattamento

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