dentistico igienista dentale

Problemi studio dentistico-igienista dentale: chicche di sopravvivenza

Quando si inizia a lavorare come libero professionista, nello specifico come igienista dentale, si devono fare i conti con una realtà nuova per i più: la vita nello studio odontoiatrico.

Che sia una mega clinica, che sia un low cost, che sia uno studio monoprofessionale, gli aspetti non cambiano, possono solo accentuarsi o diminuire di intensità.

Iniziamo dal principio:

L’INIZIO (la gavetta)

Importante è capire la tipologia di odontoiatra con il quale si sta intraprendendo un percorso lavorativo, abbiamo: odontoiatra medico, odontoiatra imprenditore, odontoiatra pieno di sé, odontoiatra delegante, odontoiatra tuttologo, odontoiatra disadeguante, etc. (come è il vostro?!).

Barcamenarsi e sopravvivere a questa realtà per alcuni caratteri può essere complicato, e dar vita a nervosismi, mal di pancia, affievolimento dell’entusiasmo.

Quindi fondamentale capire chi si ha di fronte, capire se è possibile entrare in sintonia con lui/lei e definire i giorni della collaborazione, gli orari, e il modus operandi.

IL TEAM (segretarie e assistenti)

Facile comprendere che l’odontoiatra è lo specchio del suo studio, ogni persona in base al carattere che ha, amerà circondarsi di persone simili ad esso che potranno svolgere il lavoro come lui pensa che sia giusto. Molto spesso se c’è un problema con la segretaria o l’assistente questo deriva direttamente dall’odontoiatra: o tende a disinteressarsi delle problematiche di studio, o il suo carattere non corrisponde al tuo e di conseguenza si ritorna al primo punto per il quale è importante capire con chi si ha a che fare.

L’AGENDA (il planning)

Una volta capito con chi si ha a che fare è giusto comunicare alla segreteria le eventuali assenze (corsi, congressi, vacanze ecc) cosi da lasciare il tempo alla segreteria di organizzare le giornate lavorative, per poter fare i richiami in modo consono senza dover spostare avanti e indietro mille volte i pazienti.

IL COMPENSO (€€€)

Spesso da neolaureato questo aspetto si tralascia, pensando erroneamente -“ ancora grazie se mi prende a lavorare”-. questo è un pensiero sbagliato, in quanto l’odontoiatra con il nostro lavoro guadagna, noi offriamo un servizio e come tale deve essere retribuito.

Quando si definisce il compenso si deve tenere in considerazione:  la tua esperienza, il tempo per la prestazione, il tempo per raggiungere lo studio, chi mette a disposizione il materiale, se i pazienti sono dello studio o tuoi; cosi da avere una definizione di spesa tangibile e sulla quale si possa valutare il compenso.

LA FORMAZIONE

Lavori al sabato e il dottore fa storie perché fai corsi/congressi e risulti spesso assente?!

Rivolgi a te stesso questa domanda: lavoro per i soldi o lavoro per la passione che mi trasmette questo lavoro?

Perche se la prima risposta è si allora hai trovato lo studio giusto perché probabilmente il motore dell odontoiatra sono i soldi, altrimenti comunicando quanto sia importante per lo studio la presenza di un igienista dentale in continuo aggiornamento puoi sperare in un compromesso (consiglio esperienza personale ?! quando trovi di meglio cambia studio.)

LA RIORGANIZZAZIONE

E’ arrivato il tempo di cambiare aria, per un qualsiasi motivo personale o professionale, come ci si comporta per essere considerati dei veri professionisti?!

Molto spesso si tende a confondere il personale e il professionale, ti senti quasi in colpa a volertene andare perché magari ti trovi bene e l’odontoiatra è sempre stato gentile e rispettoso, questo aspetto dipende molto dal carattere di ognuno di noi.

Alcuni colleghi non hanno neanche un problema ad andare e comunicare al dott che tra 2 mesi lasciano lo studio. Per altri è difficile e non trovano il momento giusto, le parole giuste.

Anche qui, chiediti:- voglio vivere una vita come protagonista o i protagonisti della mia vita sono gli altri!?

Chiedi un colloquio al dottore e quando vi accordate tranquillamente comunichi che per vari motivi hai deciso di non collaborare più con il suo studio, lo ringrazi per quello che ha fatto per te e vi date delle tempistiche definite! non sfumando i particolari in quanto poi potresti avere dei problemi a rendere definitiva questa soluzione.

Resta il fatto caro collega che se sei mosso dalla passione per il tuo lavoro, l’amore per i tuoi pazienti riuscirai a superare anche quei momenti di maggiore stanchezza quando ti svegli un po’ stufo, quando non hai tanta voglia e i pomeriggi sembrano infiniti. Quello è il momento in cui devi interrogarti; il mio percorso rispecchia quello che sono io!? Come professionista e come persona? Voglio dedicarmi ad altro? Voglio lavorare meno? Voglio guadagnare di più? Fai chiarezza, rispondi alle domande; allora troverai la soluzione.

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