Toronto Bridge, Columbus Bridge, All on 4/6: l’igienista dentale e la protesi avvitata su impianti

E’ lunedì, si torna a lavoro dopo un lungo weekend fatto di freddo polare e neve, cosa può rendere interessante questo lunedì (in provincia di Cuneo) fatto di nebbia?! L’affermazione di un paziente :- Dottoressa chissà quanti pazienti vede nella mia stessa situazione!?-.

Il paziente in questione ha una protesi Toronto bridge superiore e inferiore, ed effettivamente negli ultimi anni ne vedo sempre più spesso, merito del progresso odontoiatrico? Dei fallimenti nel mantenimento professionale e domiciliare? Dell’invecchiamento progressivo della popolazione?

Secondo una indagine Doxa, per conto dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP) del 2016, ben 7 su 10 italiani hanno perso uno o più denti naturali; 7 su 10 è un bel numero!

Oggi provo a mettere in ordine le idee su questa tanto diffusa tecnica.

Toronto Bridge è una protesi fissa utile a sostituire i denti di un’intera arcata dentale; si tratta infatti di una protesi completa con flangia (o gengiva finta), che può sostituire fino a 12 denti per arcata, fissata attraverso monconi (chiamati abutment) ad impianti dentali in titanio grazie alla tecnica dell’implantologia a carico immediato o, nell’odontoiatria più tradizionale, attraverso un intervento di implantologia a carico differito.

La protesi Toronto Bridge prende il nome dalla città canadese di Toronto dove questa nuova tecnica fu presentata nel 1982, durante il Convegno Mondiale dell’Odontoiatria, come risultato della ricerca odontoiatrica della scuola di implantologia svedese di cui il maggior esponente è il Dr. Branemark.

Negli anni sono stati creati nuovi protocolli come il Columbus Bridge Protocol™ ,un sistema di implantoprotesi a funzione immediata brevettato da un team di professori dell’università di Genova (Prof.Dr.Tealdo, Dr. Marco Bevilacqua e Prof. Paolo Pera.) Il protocollo permette di eseguire il carico funzionale dell’impianto in sole 24 ore. La disposizione inclinata degli impianti permette di evitare strutture anatomiche come il nervo alveolare inferiore, i recessi del seno mascellare e le cavità nasali, ed innesti ossei in pazienti con creste atrofiche.

Ovviamente a chi tocca la patata bollente del mantenimento in pazienti che si ritrovano due protesi fisse che il più delle volte sono anziani con scarsa manualità!?

Dal 2011 ad oggi ho frequentato diversi corsi, congressi, eventi, master ma nessuno di quesi prevedeva delle sezioni specifiche su protesi fissa avvitata su impianti; l’unico corso che mi ha aiutata concretamente a capire come detergere efficacemente un impianto o un ponte su impianti è stato Mantenimento perimplantare di successo: il cambiamento. (organizzato e tenuto dalla prof.ssa Sanavia).

grazie alla presenza della dott.ssa Susan Wingrove (e alla descrizione del suo protocollo a 5 step ) abbiamo fatto chiarezza sulle procedure, il sondaggio, la palpazione dell’impianto, l’importanza fondamentale delle radiografie, strumenti da utilizzare e non, le polveri, i fili interdentale, dentifrici specifici per il paziente con impianti.

Ciò che ho fatto è stato mettere in pratica gli insegnamenti del corso e adeguarli alla mia quotidianità:

1. Controllo lo stato di igiene orale

Valuto la gengiva intorno all’impianto, tasto l’impianto (il sondaggio può risultare complicato in quanto la protesi impedisce una corretta inclinazione della sonda) per controllare che nulla esca dal solco (sangue o pus).

2. Motivazione

Rivediamo con il paziente i sussidi interdentali (di solito x-floss e spazzolino elettrico Oral B  o spazzolino soft con filamenti a più livelli)

3. Detersione impianti

Utilizzo gli inserti  Satelec in titanio per eliminare le concrezioni di tartaro lungo i bordi della protesi, e la placca adesa alla flangia.

4. Passaggio del filo interdentale (X-Floss, Meridol, Gum Implant Floss, Curaprox Dental Floss Bridge & Implant)

5. Utilizzo delle polveri perio con tecnica AP/EP

Quando un paziente ha una protesi fissa avvitata su impianti, è necessario capire il grado di compliance per poter procedere nella decisione del richiamo, noi di solito ci accordiamo per richiami quadrimestrali o semestrali, e ogni 12/18 mesi, la seduta prevede la rimozione della protesi e la detersione delle superfici implantari attraverso il passaggio n.3 e n.5.

 

Oltre ai protocolli, alle tecniche ai sussidi interdentali la cosa veramente importante è la motivazione del paziente; spesso mi capita di sentire pazienti dire: -tanto sono finti, non possono cadere come quelli veri- oppure: -con tutto quello che li ho pagati devo ancora spendere dei soldi per farmeli pulire-.

Qui il lavoro dell’igienista dentale è armarsi di tanta pazienza e spiegare i vantaggi che ha il paziente con i “nuovi denti” : mangia , digerisce, sorride e quindi è contento! se vuole mantenere tutto questo deve venirmi a trovare due/tre volte/anno, di solito funziona!

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