L’ obbiettivo di un trattamento restaurativo diretto e indiretto è l’integrazione

L’ obbiettivo di un trattamento restaurativo diretto e indiretto è l’integrazione. Fondamentale è l’integrazione biologica. Se ci riferiamo a restauri nei settori posteriori, l’integrazione biologica consiste nel rispetto della salute dei tessuti dentali e dei tessuti parodontali.

 

 

Infatti è fondamentale dare al restauro un corretto profilo di emergenza e un corretto punto di contatto, unitamente a dei margini ben rifiniti e ben lucidati così da ottenere e mantenere la salute dei tessuti di supporto. La gestione di questi restauri quando abbiamo margini iuxta o extragengivali non dà particolari problemi; il posizionamento della diga di gomma può essere effettuato facilmente cosi da assicurarci un efficace protocollo adesivo e di gestione dei margini durante la fase di ricostruzione .

 

Quando i margini da ricostruire sono invece subgengivali, le procedure sia di isolamento, di adesione e di ricostruzione richiedono un’attenzione maggiore.

In questi casi ciò che incide sulle nostre scelte di trattamento è la perfetta isolabilità del margine. Se l’isolamento è possibile, nonostante il margine sia profondo, procederemo con il trattamento restaurativo ponendo particolare cura all’adeguato management del box interprossimale. Infatti è importante sapere che il substrato su cui si fa adesione non è ottimale e la gestione del restauro richiede un protocollo ben preciso di ricostruzione del gradino e poi di ripristino della parete interprossimale.

Nel caso in cui la diga di gomma non possa essere posizionata, significa che il gradino cervicale invade uno spazio del parodonto che non può essere violato con la ricostruzione e i protocolli di adesione non possono essere correttamente applicati; di conseguenza sarà necessario prima un approccio chirurgico per allungare la corona clinica e successivamente conservativo. Esistono enormi vantaggi dal punto di vista biologico, operativo e gestionale se l’approccio chirurgico-conservativo avviene in un’unico tempo.

 

Nei settori anteriori, l’obbiettivo di un restauro è sicuramente di integrazione biologica, ma fondamentale è l’integrazione estetica . Parlando di estetica non può esserci “estetica bianca senza estetica rosa”, i tessuti parodontali rappresentano la perfetta cornice dei nostri restauri. E’ molto affascinante e interessante riflettere che, negli approcci integrati perio-restaurativi, in alcune situazioni cliniche è la restaurativa che guida e determina il risultato della terapia parodontale e in altri è il trattamento parodontale che consente un adeguato trattamento restaurativo. Per il primo caso un esempio è il trattamento di recessioni gengivali associate a lesioni cervicali non cariose dove il ripristino della giunzione amelocementizia (quando persa) e di un’adeguata convessità a livello della zona cervicale del dente consente un adeguato riposizionamento chirurgico dei margini gengivali e la stabilità a lungo termine della ricopertura radicolare ottenuta. Dopo trattamenti parodontali non chirurgici la guarigione dei tessuti esita in formazione di triangoli neri e inestetismi provocati dalla contrazione dei tessuti; in queste situazioni un trattamento restaurativo consente un miglioramento dell’estetica andando a chiudere questi triangoli e a creare dei nuovi profili di emergenza.

 

 

Ci sono ancora situazioni in cui il trattamento restaurativo sia diretto che indiretto volto a migliorare la forma e la dimensione degli elementi dentari richiede prima un intervento di plastica gengivale associata o meno a plastica della cresta ossea perché la dimensione della corona clinica del dente non corrisponde alla dimensione della corona anatomica  come nelle situazioni di Eruzione Passiva Alterata.

Quanto detto è importante perché quando si tratta un caso di restaurativa volto soprattutto a stabilire un estetica ottimale è fondamentale una valutazione parodontale. Rispettare la biologia dei tessuti, non violare e invadere gli spazi parodontali con i trattamenti restaurativi, ricreare la dove possibile le corrette architetture gengivali permette un risultato predicibile e stabile nel tempo dei trattamenti e, soprattutto nel settore anteriore, di ottenere un risultato estetico migliore.

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