ORTODONZISTI E PAZIENTI

Tricks to survive: metodi di sopravvivenza per ortodonzisti e pazienti

Per noi ortodontisti la vita spesso non è semplice.

Prendersi cura di pazienti giovani rende sicuramente la nostra attività più gioiosa e allegra, ma ci sottopone spesso alla necessità di fronteggiare situazioni impreviste, tipiche della vita “avventurosa” di un teenager.

Uno dei problemi cui andiamo in contro più spesso è il DISTACCO o la ROTTURA di parti delle nostre apparecchiature. E ancora più spesso ci sentiamo rispondere un NON LO SO alla nostra domanda su come possa essere accaduto. Questi i rischi del mestiere!

Tuttavia, come abbiamo già visto, centrare l’OBIETTIVO COMUNICATIVO resta il metodo più efficace nel trattamento dei giovani pazienti ortodontici.

Così possiamo prevedere eventuali problemi ed informare al tempo stesso i nostri pazienti, è importante che loro vengano resi edotti sul trattamento perché, solo in questo modo, saranno più responsabili e motivati.

Quindi, come promesso, ecco alcuni TRICKS di sopravvivenza:

  • LISTA DEI CIBI PERICOLOSI: All’inizio del trattamento prendiamoci una decina di minuti con il nostro giovane paziente e stiliamo insieme a lui una lista dei cibi o degli snacks che abitualmente mangia. Scriviamoli su un foglio che poi resterà nella cartella clinica, facciamo redigere a lui la lista. In questo modo conosceremo le sue abitudini alimentari: caramelle gommose o dure, cibi di consistenza molle o dolciumi vari. Questo potrà indirizzarci sulle indicazioni da dare: aumentare la frequenza dell’igiene orale domiciliare, preferire caramelle non dure che potrebbero provocare il distacco dell’apparecchio?

Ogni informazione che riusciamo ad intercettare ci potrà essere utile per customizzare la nostra comunicazione sullo specifico paziente.

  • INTERROGAZIONE SULLO SPORT: in occasione dell’inizio del trattamento chiediamo al nostro paziente se pratica qualche sport. Non tralasciamo di domandare con accuratezza poiché spesso alcune informazioni che noi riteniamo importanti potrebbero venire tralasciate. In base allo sport praticato vi sono più o meno rischi di traumi al volto e quindi di lesioni intra ed extra orali. Con un apparecchio è tutto più complicato e pericoloso, ma basta informare il nostro paziente della possibilità di usare dei paradenti durante l’attività sportiva. Offriamoci di modificare il paradenti standard secondo le sue esigenze e facciamo più domande possibili. E soprattutto informiamoci dei risultati sportivi ottenuti durante l’anno!
  • OSSERVIAMO ATTENTAMENTE, COME SHERLOCK HOLMES: spesso le persone nascondono informazioni perché credono non siano importanti. Forse i giovani pazienti ortodontici sono tra queste persone?

Allora aguzziamo la vista. Mentre parliamo con i nostri pazienti controlliamo le loro mani o chiediamogli se ci prestano una penna (spesso vengono con lo zaino della scuola, giusto?). Controlliamo i lacci dei cappucci delle loro felpe. Di primo acchito possono sembrare trucchi da investigatore, ma possono aiutarci a capire se i nostri pazienti hanno abitudini viziate. Spesso durante lo studio essi potrebbero masticare le penne o le matite, i lacci delle felpe o mangiarsi le unghie. Sono cose che dobbiamo assolutamente sapere per informarli dei rischi che corrono e della pericolosità di alcune abitudini viziate. E secondo voi ce le direbbero se noi glielo chiedessimo e basta?

  • DOMANDIAMO L’ACCADUTO: quando ci ritroviamo davanti a ripetuti distacchi di brackets, a volte sempre degli stessi elementi, una volta esclusi anomali contatti intraorali, facciamoci raccontare come è successo. Normalmente ci risponderebbero “mi si è staccato” (e noi pensiamo: “sì, da solo per magia!”), però potrebbe ad esempio essere capitato di notte, oppure mangiando particolari cibi.

Di nuovo qui la comunicazione è importante perché ci può aiutare ad intercettare un problema che potrebbe ripetersi oppure un particolare vizio. Domandiamo e ascoltiamo, come un racconto che siamo interessati a sapere.

Questi piccoli tricks potrebbero renderci la pratica clinica più facile, sicuramente non bastano, ma contribuiscono ad aumentare l’EMPATIA e la FIDUCIA tra noi ed i nostri pazienti.

Il rapporto con i giovani pazienti non è facile ed è in continuo mutamento, presto vedremo come stare al pass con i tempi e raggiungere l’obiettivo.

Stay tuned on mybestep.com

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