Utilizzo del laser in parodontologia

Negli ultimi anni si è sentito, e si sente, spesso parlare di terapia laser in parodontologia. E’ un argomento che da subito ha diviso i clinici, chi assolutamente contrario e chi, dall’altro lato, è entusiasta e favorevole. Il confronto è ancora aperto e molto acceso, testimonianza ne è la recente presa di posizione della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (Sidp) nei confronti dell’utilizzo del Laser in terapia parodontale non chirurgica. Per superare pregiudizi e preconcetti derivanti dalla propria esperienza personale, dalla conoscenza della parodontologia, dalle proprie opinioni, la ricerca scientifica ha largamente indagato  sull’utilità del laser in parodotologia non chirurgica, sia in termini di efficacy che di effectiveness. Cercherò di chiarire in questa sede l’effettiva utilità del laser (nello specifico del laser a diodi), in associazione alla terapia parodontale non chirurgica convenzionale.

Per farlo utilizzerò una recente revisione sistematica del gruppo di ricerca di Amsterdam(Il link Pubmed all’articolo lo trovate qui).

In questa revisione sono stati inclusi soltanto articoli che rispondessero ai seguenti criteri:

  • Trial clinici randomizzati (RCT)
  • Popolazione di studio maggiorenne, affetta da parodontite, in buona salute generale
  • Laser a diodi utilizzato in associazione alla terapia non chirurgica, durante la stessa seduta
  • Confronto tra terapia non chirurgica standard e terapia non chirurgica associata all’utilizzo di laser al diodo
  • Periodo di studio di almeno 4 settimane
  • Valutazione di uno o più outcome inerenti la salute parodontale (PPD, BoP, CAL, Indice Gengivale, Indice di placca )

 

Eventuali trattamenti aggiuntivi al trattamento laser hanno comportato l’esclusione dello studio dalla revisione

Risultati

9 studi hanno rispettato i criteri di inclusione decisi dagli autori. Di questi, 8 sono stati utilizzati per la meta-analisi dei dati.

Analizzandoli singolarmente risulta da subito chiaro come le differenze tra i gruppi trattati con terapia convenzionale e quelli con terapia tradizionale e laser insieme siano marginali, se non inesistenti.

Mettendo insieme tutti questi dati e realizzando la meta-analisi non si riscontra nessuna differenza significativa (quindi, nessun guadagno in efficacia) tra i gruppi trattati con e senza laser in termini di PPD e CAL. Leggermente a  favore del gruppo trattato con laser erano invece gli indici infiammatori GI e BoP. Entrambi gli approcci terapeutici avevano però ottenuto un livello di sanguinamento inferiore al 25%, compatibile quindi con la salute parodontale.

Conclusioni

Come tutti ben sappiamo, avendo quotidianamente a che fare con aziende, rappresentanti ed opinion leaders, nel momento in cui ci approcciamo all’acquisto di un nuovo dispositivo, ciò su cui dobbiamo fare affidamento non è certo la buona pubblicità che ne viene fatta, ma i risultati obiettivi che derivano dalla ricerca scientifica. Ad oggi, la ricerca sembra addurre al laser in alcuni casi la stessa efficacia della convenzionale terapia meccanica, in altri ne evidenzia invece la totale inefficacia. Alla luce di questo, il rapporto costo/beneficio dell’acquisto di un laser è decisamente sfavorevole: ha senso quindi comprare uno strumento che costa svariate migliaia di euro e avere la certezza di ottenere gli stessi risultati (quando va bene) della terapia convenzionale eseguita con strumenti che costano molto meno ed hanno la stessa efficacia? Io credo di no, è una spesa in più per noi e per il paziente non giustificata da alcuna evidenza scientifica. Ha senso fare ricerca sul laser? Sì, come ha senso fare ricerca su tutto quello che non si conosce.

 

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