abusivismo odontoiatrico

L’abusivismo: quanti sono e quanto “rubano”

Non è infrequente sentire da pazienti, colleghi e televisione di figure non abilitate che esercitano la professione dell’odontoiatra: un problema con cui convive il mondo medico, in particolare proprio quello odontoiatrico ( nel 2013 i “falsi” dentisti erano 15 mila) .

Cosa si sta facendo per combattere questo fenomeno?

Il 2 Agosto c.a. è stata introdotta una norma con la Legge per il mercato e la concorrenza nella quale sono dedicati all’odontoiatria gli articoli 153,154,155 e 156 che sanciscono che possono esercitare la professione come liberi professionisti solo coloro che possiedono il titolo abilitante.

E’ consentita l’attività anche alle società del settore purché le strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e che le prestazioni siano erogate da individui in possesso dei titoli abilitanti.

L’articolo 152 stabilisce che “al fine di assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza, i professionisti iscritti ad ordini e collegi sono tenuti ad indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni”

Ma a chi non rispetta la nuova legge cosa succede? Sarà prevista la sospensione delle attività della struttura o del libero professionista. Le modalità saranno definite con un decreto del Ministero entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Non sembra, però, che questo possa cambiare molto le cose!

Ci si aspetta ben altro visto i numero degli abusivi in Italia e considerato che, ad oggi, la pena (art. 348 codice penale) prevista è una multa da 103 a 516 euro solamente e eventualmente la reclusione fino a sei mesi.

Al momento sembrerebbe più facile mettere un camice bianco e rischiare, piuttosto che iscriversi, frequentare l’Università e finire il percorso di studi.

Cosa si ci aspetta? Un cambio di rotta significativo a supporto di chi suda sui libri per anni, e a tutela soprattutto dei pazienti.

Da un anno (solamente…!) è in esame il disegno di legge Lorenzin, presentato il 21 Febbraio 2014, che dovrebbe aumentare le pene per i trasgressori da sei mesi a tre anni e con la multa da 10.000 euro a 50.000 euro

La condanna comporta  la confisca delle cose usate a commettere il reato e la trasmissione al competente Ordine, Albo o Registro per l’interdizione da 1 a 3 anni della professione o attività regolarmente esercitata.

Auguriamoci che tra revisioni e rinvii si arrivi presto ad una conclusione perché non solo parliamo di salute, professionalità, sicurezza ma c’è anche un aspetto economico: l’abusivismo crea un danno da diversi milioni di euro (http://www.linkiesta.it/it/article/2016/07/26/in-italia-ci-sono-15mila-medici-abusivi-che-evadono-le-tasse-e-mettono/31295/), i cui effetti si ripercuotono sia in termini di danno erariale per il fisco che in termini di concorrenza sleale per chi invece cerca di lavorare nel rispetto delle norme quotidianamente.

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